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Il progetto

 

 

 

HC crea e gestisce apiari propri, collocati all’interno di incontaminate piantagioni etiopi di caffè. Inoltre, HC intende lavorare e distribuire il miele dei numerosissimi produttori di piccola scala situati nelle aree rurali del paese.

La lavorazione del prodotto verrebbe effettuata in uno stabilimento collocato in area centrale rispetto ai luoghi vocati alla produzione di miele.
La lavorazione del miele è molto semplice e consiste nella sua separazione dalla cera, nel suo filtraggio e nella seguente maturazione, nella gestione controllata della cristallizzazione, per finire con l’invasettamento e lo stoccaggio.

 

Mercato principale e prioritario di riferimento per quanto riguarda il miele monoflora da fiori di caffè è quello europeo. Dovranno essere selezionati quei canali distributivi in grado di apprezzare economicamente il miele HC, per la peculiarità d’essere un miele monoflora, tratto dai fiori del caffè, attualmente inesistente in Europa, ma anche per l’orientamento sociale ed umanitario dell’azienda che lo produce. Per gli altri mieli multiflora il mercato sarà l’Etiopia, non solo nelle grandi città, ma anche nelle aree rurali. Il miele è oggi generalmente usato come materia prima per la produzione di una bevanda alcolica destinata al consumo da parte degli adulti, che non conserva le preziose proprietà nutritive. Si vuole invece che queste siano sfruttate soprattutto per l’alimentazione dei bambini, promuovendo il consumo di miele non sotto forma di bevanda, ma quale alimento altamente nutritivo.

La distribuzione in Addis Abeba e nelle altre principali città etiopi avverrebbe attraverso negozi e supermercati, ma anche attraverso tutte quelle strutture impegnate nella ricezione del crescente flusso turistico.

Le aree rurali rappresentano in particolare un interessante bacino di potenziali acquirenti, ad oggi quasi del tutto inesplorato. Per raggiungere i consumatori nelle aree rurali del Paese, si intende creare una rete distributiva basata sulla formazione ed organizzazione di venditrici in grado di far arrivare il miele in modo capillare lì dove la tradizionale figura del negozio è inesistente.

Quello di rendere il miele di qualità disponibile alle popolazioni rurali rappresenta una seconda notevole finalità sociale perché si basa su figure professionali, attualmente inesistenti, tra le fasce svantaggiate della popolazione (donne, con attenzione particolare per quelle, per vari motivi, emarginate). Queste donne possono essere aiutate ad avviare una micro-impresa attraverso l’organizzazione di attività commerciali, dotandole di mezzi iniziali limitati grazie ad interventi di micro-credito che responsabilizzano non solo le dirette interessate, ma anche le loro comunità apistiche di riferimento.

HC intende espandersi anche su altri mercati africani e marginalmente sui promettenti mercati arabi. Attraverso l’implementazione delle attività descritte si espanderanno le occasioni lavorative di livello professionale, preferendo le persone appartenenti alle fasce più svantaggiate della popolazione; si diffonderanno conoscenze ed abilità tecniche; si diffonderà una mentalità imprenditoriale tra gli apicoltori, ma anche tra le donne preposte alla distribuzione nelle remote aree rurali. Rispettando e remunerando equamente il loro lavoro, si mirerà a creare quel senso di orgoglio che spinge a perseguire l’indipendenza per una vita migliore.

Tutte le attività di HC saranno orientate alla promozione di uno stile produttivo attento alla protezione ambientale e all’interazione uomo-natura ecologicamente sostenibile.


 

Le fasi del progetto

 

1° fase

Creare un apiario dotato di 20 arnie top bar, ubicato nelle piantagioni di caffè di Misantafari. Produrre miele bio monoflora (di caffè) e millefiori, in prosieguo di stagione.

Analizzare i risultati per verificare la sostenibilità del progetto sotto il profilo:

  • Ambientale: quanto all’autenticità della qualità biologica della produzione.
  • Economico: mettendo in correlazione i costi con i possibili ricavi di vendita dati da due differenti destinazioni del miele: quello di caffè verso i mercati esteri, quello millefiori verso il mercato etiope.
  • Sociale:
    • valutando la replicabilità del modulo “100 alveari” per ogni apicoltore che voglia condividere il progetto, entrando a far parte di una comunità di apicoltori professionali, adottando un alveare progettato e prototipato da noi ma realizzato in Etiopia;
    • acquisendo, dagli apicoltori conferenti, miele ad un giusto prezzo più alto di ogni altro prezzo come riconoscimento del valore della qualità;
    • verificando la possibilità di affidare la vendita di parte del miele destinato al mercato etiope alle donne;
    • riscontrando il perseguimento di un profitto tale da consentirci di destinarne parte non marginale ai bambini poveri del progetto umanitario Our father’s kitchen.

 

2° fase

  • Individuare un numero crescente di apicoltori (sino a 12), nelle vicinanze della piantagione, ai quali proporre il progetto comunitario e con i quali avviare un processo di condivisione di conoscenze tecniche e di assistenza con la collaborazione del Centro sperimentale di apicoltura di Oletta (Addis Abeba).
  • Realizzare una struttura immobiliare destinata alle fasi di lavorazione del miele prodotto e di quello conferito nonché all’immagazzinaggio.
  • Fare azioni di scouting in Italia, ma anche in altri paesi per intercettare distributori che raggiungono punti di vendita di livello tale da poter vendere il miele ad un prezzo che ne riconosca la qualità biologica, la peculiarità monoflora del “miele dei fiori del caffè” ed apprezzi nel contempo le finalità sociali dell’impresa.
  • Intercettare, con l’aiuto degli stessi apicoltori e del consulente tecnico (conoscitore dell’ambiente), donne alle quali affidare la vendita del miele destinato ai mercati rurali confidando sul suo apprezzamento anche per la confezione in vetro e non in plastica per garantirne l’igienicità soprattutto nell’interesse dei bambini.
  • Contattare le catene distributive etiopi che servono i negozi a target più elevato.
  • Individuare in Italia un confezionatore al quale affidare il confezionamento del prodotto destinato ai mercati Italia/Europa.

 

3° fase

  • Accrescere il numero degli alveari per la produzione diretta sino ad un massimo (da valutare) ipotizzando di collocarne in zone in cui sia possibile ottenere altri mieli monoflora di pregio

 

 

Completate con successo le fasi 1 e 2, sarà possibile procedere alla costituzione di una società di diritto etiope o di diritto italiano (da valutare) i cui partner saranno l’Associazione Terra del Terzo Mondo ed altri investitori italiani, oltre al partner etiope Yasser Bagersh, affermato e noto imprenditore, famoso anche per il suo progetto umanitario Our Father’s Kitchen, impegnato a donare giornalmente cibo e sostegno a molti bambini poveri di Addis Abeba. È proprio questo il progetto al quale vorremmo destinare una porzione non marginale dei profitti realizzati dall’azienda.

La famiglia Bagersh è la proprietaria delle piantagioni di caffè in varie regioni del Paese, dove HC posizionerà gli apiari ed il laboratorio di lavorazione del miele.