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Chi siamo

 

 

Associazione umanitaria Terra del Terzo Mondo Onlus

per una collaborazione internazionale che accresca in Etiopia le capacità di autosufficienza delle persone.

 

 


 

L’esperienza del passato verso un nuovo modello di cooperazione internazionale.

Quasi vent’anni fa i fondatori dell’associazione umanitaria Terra del Terzo Mondo, per portare la loro solidarietà alle popolazioni di Gassa Chare, uno sperduto villaggio etiope, si dettero questa missione: “Realizzare attività di assistenza sociale, di beneficenza e di istruzione”. Oggi il bilancio di questi anni di impegno ci induce a ricercare vie diverse rispetto a quelle percorse perché la nostra associazione, come la gran parte delle Onlus ed ONG impegnate in Africa, deve ormai constatare che la carità così come è stata agita da tutte le organizzazioni umanitarie, sotto forma di donazioni, non è la via per sollevare quelle popolazioni dalle condizioni di indigenza in cui oggi si trovano, che sono ben peggiori di quelle di ieri. Dambisa Moyo, nel suo libro documento “La carità che uccide. Come gli aiuti dell'Occidente stanno devastando il Terzo mondo”, così denuncia gli effetti degli interventi umanitari degli ultimi decenni:

  • Gli aiuti che non siano per emergenze incoraggiano corruzione e scoraggiano la libera iniziativa. Negli ultimi 50 anni oltre 1000 miliardi di dollari sono stati donati all’Africa come aiuti allo sviluppo.
  • Uno studio della Banca Mondiale evidenzia che almeno l’85% degli aiuti è usato in Africa per scopi diversi da quelli ai quali gli aiuti sono destinati. L’85% del denaro concesso senza condizioni è distruttivo perché non premia il talento individuale.
  • Le persone sono distolte dal lavoro produttivo a favore di attività disoneste.
  • I funzionari corrotti scelgono progetti non in vista del bene comune quanto delle occasioni per estorcere tangenti.
  • L’afflusso di aiuti è considerato dagli uomini politici africani un’entrata permanente e non sono incentivati a cercare altre vie più efficaci per finanziare lo sviluppo del loro paese.

 

La nostra esperienza purtroppo conferma quanto documentato da Dambisa Moyo.

Ci siamo allora chiesti: “Con queste condizioni, cosa possiamo fare noi perché in Africa si possano realizzare progetti di sviluppo che non implichino corruzione, disimpegno e dipendenza?

Papa Francesco il 28.10.2014, all’incontro mondiale dei movimenti popolari, così definì l’aiuto delle organizzazioni governative: “Piani assistenziali o soluzioni che non arrivano mai o, se arrivano, arrivano in modo che vanno in direzione di anestetizzare o di addomesticare”.

La nostra risposta alla domanda che ci siamo posti è questa: “Non ci impegneremo più in Etiopia, né in altro paese del Sud del Mondo inviando lì donazioni (salvo che per le emergenze). Realizzeremo solo investimenti finalizzati a iniziative imprenditoriali sostenibili sotto il profilo economico, sociale, ambientale che mirino all’accrescimento delle capacità di autosufficienza delle persone più responsabili”.

 

 

Con questo impegno abbiamo iniziato a sviluppare il progetto HONEY FOR CHILDREN, un progetto di economia sociale, equa, solidale e sostenibile.

 

 

HC per realizzare la sua missione:

  • sostiene Our Father’s Kitchen che lotta contro la malnutrizione di bambini poveri di Addis Abeba;
  • è impegnata nella produzione, trasformazione e distribuzione di miele etiope, biologico o biodinamico di alta qualità;
  • produce miele in propri apiari formati da un numero di alveari (orientativamente pari a 100) tale da poter essere definibili come modello rappresentativo di una impresa apistica familiare che voglia essere replicato dagli apicoltori delle più remote zone rurali del paese per il fatto che consente loro di ottenere un adeguato profitto grazie all’educazione all’apicoltura professionale ed agli strumenti adeguati ricevuti da HC;
  • rappresenta per questi apicoltori l’unico possibile veicolo per raggiungere in modo equamente profittevole il mercato;
  • vuole distribuire il miele monoflora da fiori di caffè in quei mercati esteri che sanno valorizzarli per la loro qualità, ma anche per le finalità sociali ed umanitarie e nel contempo vuole rendere il miele e gli altri prodotti di qualità dell’alveare disponibili alla popolazione etiope, in particolare come ausilio altamente nutritivo per i bambini;
  • pone particolare attenzione alla creazione e diffusione di conoscenze, capacità (tecniche e manageriali) e consapevolezza nelle persone coinvolte nelle attività aziendali, così da stimolare in loro la volontà e l’orgoglio di perseguire in autonomia e indipendenza;
  • promuove la protezione ambientale durante tutte le sue fasi produttive;
  • risponde ai bisogni di quei consumatori, che non sono attenti solo alle caratteristiche dei prodotti, ma anche all’orientamento etico e sociale delle aziende che li producono e distribuiscono.